...m'avevano detto che era un tipo scorbutico. che aveva cacciato il direttore di una guida dalla sua fattoria. che si sarebbe lasciato scappare parecchie frecciatine sulla critica enologica. per giunta avevo fissato per il giorno di san valentino che a terni è il patrono. festivo. con queste premesse chiss? che accoglienza. ma mezza giornata e oltre una dozzina di bottiglie stappate dopo... ho scoperto che stefano grilli della palazzola è un produttore schietto, disponibile e intelligente, amante della sua terra e della verità del vino. un vignaiolo sobrio e con una vera idea di territorio, al di l? di etichette "bio" o prese di posizione politiche.
Ero scettico. terni non è bordeaux e stroncone non è margaux. anche se grilli ha ricevuto tanti riconoscimenti a cominciare dai 92/100 di parker per il suo bordolese "rubino"... oggi sta facendo parlare di s? per i vini dolci, il vinsanto e per i suoi spumanti. "le bollicine rendono un'uva più ghiotta" dice. compreso quello di sangiovese che abbiamo assaggiato appena sboccato dopo il suo metodo ancestrale e prima dell'imbottigliamento definitivo. così quello di riesling 2003, fresco di agrumi e pure con le sue note di idrocarburi. poi il syrah che sembra un cote rotie della cote blonde e il sangiovese in rosso.
In tutti questi vini c'? la sensazione che grilli ha ucciso i vitigni. xch? in ogni bottiglia si sente davvero un terroir. una nota verde, fine e non erbacea, come di fave fresche, chiave di lettura dei vitigni e trait d'union tra uva e terra. un elemento che nel pinot nero raggiunge un apice di eleganza. il '95 più selvatico, il 2000 maturo, il '99 più fresco ed esile e il '98 pieno ma molto elegante. un vino d'eccellenza. peccato che grilli il pinot nero così non lo produca più. ora diventa solo spumante. non rendeva... nonostante la qualità lui ha cambiato. il che aprirebbe una riflessione sui consumatori e sulla critica.
http://consumazioneobbligatoria.blogspot.com/2008/02/grilli-per-la-testa.html